• Bambini e adolescenti

L’infanzia e l’adolescenza sono periodi caratterizzati da una rapida crescita scheletrica ed è proprio la quantità di massa ossea acquisita durante queste fasi che risulta essere il fattore determinante per il raggiungimento del picco ottimale di massa ossea e di conseguenza per il mantenimento di un buono stato di salute dello scheletro in età adulta e senile.

Durante l’infanzia e l’adolescenza, l’osso è interessato da continui processi di rinnovamento ed accrescimento, che lo portano a raggiungere, intorno ai 25 anni, l’assetto definitivo in termini di lunghezza e robustezza.  Il picco di massa ossea viene infatti definito come il punto massimo di forza, dimensione e spessore delle ossa.

La nutrizione ha una grande importanza per il raggiungimento di un picco di massa ossea ottimale: un’adeguata assunzione di nutrienti essenziali per l’osso è infatti presupposto indispensabile per esprimere a pieno il potenziale genetico. Purtroppo oggi i nostri ragazzi non introducono adeguate quantità di calcio e questo è vero soprattutto per le giovani donne.

Un altro importante fattore implicato nel massimizzare il picco di massa ossea è l’esercizio fisico: svolgere una regolare attività fisica nel periodo dell’infanzia e dell’adolescenza porta benefici scheletrici a lungo termine.

  • Adulti e anziani

È vero che uno scheletro forte e robusto si costruisce soprattutto nei primi 25-30 anni di vita, ma non dobbiamo dimenticare che anche dopo, durante l’età adulta, l’adozione di corrette misure di prevenzione consente di mantenere nella norma i livelli di massa ossea fino ad un’età avanzata.

Gli anziani sono a maggior rischio di insufficienza di calcio e vitamina D. Questo, sommato a numerose altre condizioni che favoriscono la perdita di massa ossea, mette il paziente anziano a rischio di andare incontro all’osteoporosi.

La riduzione della massa ossea, misurabile con la Mineralometria Ossea Computerizzata (abbreviata in MOC), è indubbiamente uno dei più importanti fattori di rischio fratturativo. Il processo di perdita di massa ossea che conduce a osteoporosi con frattura si svolge spesso in modo silente per almeno 15-20 anni, prima di diventare palese in occasione di una frattura.

Per conoscere il tuo RISCHIO FRATTURATIVO collegati al sito: http://www.shef.ac.uk/FRAX/?lang=it e fai il questionario!!!

  • Menopausa

In una donna la diminuzione della densità minerale ossea inizia generalmente dopo i 40 anni e subisce un’accelerazione nel delicato periodo della menopausa. La causa di osteoporosi post-menopausale è uno sbilanciamento del processo di rimodellamento osseo: aumenta il riassorbimento osseo, mentre la formazione ossea non aumenta di pari passo. Si crea pertanto un bilancio negativo con perdita della massa ossea.

Per le donne in menopausa è importante variare l’alimentazione quotidiana, mangiando un po’ di tutto, senza esagerare e senza eliminare nessun alimento. Una buona ed equilibrata alimentazione è il consiglio migliore durante la menopausa.

Visto che il fabbisogno in calcio in questo periodo è maggiore (1200 mg/die), è importante assumere alimenti ricchi in calcioLatte, yogurt e formaggi, sono tra gli alimenti più ricchi di calcio. In caso di livelli di colesterolo o trigliceridi particolarmente elevati, si possono scegliere altri alimenti come cavoli, bieta, radicchio, frutta secca a guscio, legumi. In particolare, l’acqua minerale può essere un’ottima fonte di calcio visto che può arrivare a contenerne anche più di 300 mg per litro.

  • Gravidanza e allattamento

La gravidanza e l’allattamento sono due condizioni fisiologiche che possono influire sul rischio di insorgenza di osteoporosi. Inoltre rappresentano due momenti di grandi richieste energetiche per il corpo umano.

Non è vero che in gravidanza bisogna mangiare per due, ma è vero che bisogna assicurare sufficienti quantità di calcio perché la mamma deve fornire al figlio tutto il calcio di cui ha bisogno per costruire il suo scheletro. Infatti, se la mamma non aumenta l’assunzione di calcio con la dieta, saranno le sue ossa ad impoverirsi e indebolirsi per riuscire a soddisfare le necessità di calcio del bambino.

Durante l’allattamento, invece, bisogna mangiare un po’ di più, variando la propria alimentazione e assicurandosi che sia ricca di frutta e verdura fresche, di pesce, di latte e derivati e non ultimo di acqua.

Per evitare danni alla mamma e al bambino è necessario che la dieta della donna durante la gravidanza ed il periodo dell’allattamento sia equilibrata e ricca di sali minerali, e che i necessari livelli di vitamina D siano assicurati.

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