Vaccino sì, vaccino no: Professoressa Brandi, c’è qualcosa di cui dobbiamo preoccuparci per quanto riguarda la vaccinazione contro il Coronavirus che è iniziata in questi giorni?

Oggi sul web si legge di tutto, c’è una grande confusione, le informazioni sono contraddittorie e molti hanno paura. Io non ho parlato molto in questo periodo a proposito dell’infezione da Covid-19, non essendo né una virologa né un’immunologa, né un’epidemiologa.

Prof. Maria Luisa Brandi, Medico Chirurgo Specialista in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo. Direttore Donatello Bone Clinic

Ma oggi voglio dire a tutti di stare tranquilli. Non so quanti vaccini saranno disponibili, né in quanto tempo verranno somministrati alla popolazione, perché queste cose sono nelle mani dei decisori, però io il vaccino vorrei farlo prima possibile. Molti, sentendo dire che questo è un vaccino a RNA si spaventano, ma non c’è nulla da temere, perché non dobbiamo confondere l’RNA con il DNA. Sono entrambi acidi nucleici, ma il DNA siamo noi stessi, è il nostro patrimonio genetico, l’RNA invece è una molecola che partendo dal DNA serve ad “istruire” il nostro corpo nel produrre proteine.

Di RNA finora non avevamo sentito parlare molto nella vita di tutti i giorni: abbiamo cominciato a sentirlo nominare spesso proprio a proposito del Coronavirus, perché il coronavirus è un virus a RNA. Il DNA codifica – potremmo dire “si esprime” – attraverso tre diversi tipi di RNA: uno detto ribosomiale, che deve essere immaginato come una capocchia di spillo, il quale va nel citoplasma della cellula, poi c’è un RNA detto transfer, cioè trasferitore, e un RNA detto messaggero.

I nostri acidi nucleici, sia il DNA sia i diversi RNA, sono composti di tante basi, che dobbiamo immaginare come tanti mattoncini disposti in sequenze diverse. L’RNA messaggero “trasporta” il messaggio del DNA nella cellula e a questo punto avviene una cosa importante, la traduzione: ossia l’RNA messaggero, con l’aiuto dell’RNA ribosomiale e dell’RNA transfer inizia a creare le proteine seguendo il famoso codice genetico che si trova nel DNA e che è stato copiato sull’RNA che fa produrre le “nostre” proteine, quelle che ci occorrono per essere quello che siamo, visto che noi siamo costituiti da proteine.

Quando parliamo di vaccini ad RNA, dobbiamo immaginare che è stato costruito un RNA simile a quello del virus, ossia di quella parte che produce una proteina che si trova nella corona del virus. Questo RNA viene trasferito con il vaccino dentro il nostro citoplasma, e qui fa il suo lavoro, producendo quella proteina che è parte del virus: il nostro sistema immunitario immediatamente la riconosce, la distrugge e così si immunizza.

Perché non dobbiamo avere paura dell’RNA del vaccino? Perché l’RNA che introduciamo con il vaccino non fa parte del nostro patrimonio genetico, non ha “nulla a che fare” con noi, inoltre l’RNA ha di solito una vita molto breve: al massimo qualche ora, ma più comunemente pochi minuti, addirittura secondi ed è così instabile che deve essere conservato a bassissime temperature. In passato per i vaccini si usavano sistemi diversi, in particolare spesso erano interi virus inattivati, ma non c’è ragione di temere questo nuovo vaccino: tutti i vaccini che abbiamo sviluppato all’inizio erano nuovi, ma ci hanno aiutato a combatte o debellare terribili malattie, proprio come farà questo che spero possa presto essere disponibile per tutti.

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