Osteoporosi sarcopenia e alimentazione: se ne è parlato al WCO

In Europa, l’osteoporosi colpisce oltre 22 milioni di donne di età superiore ai 50 anni (pari al 22% della popolazione) e 5,5 milioni di uomini (pari al 7% della popolazione). È responsabile di più di 3 milioni di fratture ogni anno, delle quali 620,000 dell’anca, e provoca 2 milioni di DALY (anni di vita in buona salute persi a causa della disabilità). Tra il 5% e il 20% degli anziani soffre inoltre di sarcopenia, cioè perdita di massa muscolare e di forza, aumentando ulteriormente il rischio di fratture dovute a un’eventuale caduta. Le conseguenze combinate di osteoporosi e sarcopenia dunque si traducono in sofferenze individuali, ma anche in un enorme onere economico per l’assistenza sanitaria.

L’alimentazione gioca un ruolo essenziale per controllare queste condizioni: in particolare l’assunzione di prodotti caseari risulta di grande importanza, dato il loro alto apporto di calcio e proteine. Recentemente però si è assistito a una sorta di “incriminazione” dei prodotti caseari, accusati di poter avere addirittura risultati negativi per la salute.

Scienziati e operatori sanitari hanno quindi aderito con interesse alla sessione virtuale (E-session) presentata da un workshop di esperti (tenutosi nel giugno 2019), che ha esaminato i risultati di uno studio condotto sull’impatto della matrice lattiero-casearia sulla salute muscolo-scheletrica. Il workshop, organizzato sotto l’egida della Società Europea per gli Aspetti Clinici ed Economici di Osteoporosi, Osteoartrite e Malattie Muscoloschelettrici (ESCEO) ha anche prodotto una dichiarazione di consenso in un documento scientifico 1.

Mangiamo cibi, non sostanze nutritive: l’effetto matrice

Le raccomandazioni dietetiche si concentrano in genere sui singoli nutrienti, dei quali si indicano i livelli ottimali per garantire la necessità dell’organismo. Ciò è utile per evitare le carenze e per trattarle, ma è un approccio che presenta gravi limitazioni nella prevenzione delle malattie non trasmissibili, perché non sono considerati gli effetti di “matrice alimentare“. L’”effetto matrice si ha quando nell’esame chimico di un campione non ci si limita ad osservare il comportamento di un singolo nutriente, ma si tiene conto delle possibili interazioni con gli altri componenti del campione, arrivando a risultati più completi e ben diversi di quelli che si otterrebbero considerando i nutrienti a sé. “Il formaggio è un buon esempio di questo fenomeno: nonostante il suo contenuto di grassi saturi, la maggior parte degli studi epidemiologici riferiscono che il consumo di formaggio non aumenta il rischio di malattie cardiovascolari – ha detto il prof. Jan Givens, Direttore dell’Istituto di Alimentazione e Salute dell’Università di Reading – Questo perché mangiamo cibo, non sostanze nutritive, e gli alimenti sono più della somma dei nutrienti che contengono. L’effetto di un determinato nutriente può variare notevolmente a seconda di quale sia il cibo che ce lo fornisce, proprio in base alla composizione e alla struttura fisico-chimica di questo cibo

La matrice lattiero-casearia è benefica per la salute muscolare e ossea 1

 

Diversi studi hanno preso in esame l’effetto dei prodotti lattiero-caseari sulla salute muscolo-scheletrica. Le prove dimostrano che i prodotti lattiero-caseari esercitano effetti benefici sulla crescita ossea e sulla mineralizzazione e riducono il rischio di frattura. L’effetto non può essere spiegato considerando i singoli nutrienti contenuti nei prodotti lattiero-caseari, il che suggerisce il responsabile sia l’”effetto matrice”. Le prove di studi interventistici e osservazionali sostengono che i prodotti lattiero-caseari esercitano effetti benefici sulla salute muscolo-scheletrica durante il ciclo di vita: crescita e mineralizzazione ossea nei bambini e negli adolescenti, attenuazione della perdita ossea e sarcopenia più tardi nella vita e riduzione del rischio di frattura ha detto la dott.ssa Sandra Iuliano (Università di Melbourne). L’effetto non può essere spiegato prendendo in considerazione i singoli nutrienti contenuti nei prodotti lattiero-caseari, come il calcio, le proteine o la vitamina D, il che suggerisce che il responsabile sia il loro effetto combinato, ossia l’”effetto matrice”. “Data la diffusa disponibilità e convenienza dei prodotti lattiero-caseari, si tratta di un approccio ragionevole e potenzialmente usufruibile da tutti per aiutare a prevenire le fratture”, ha concluso la dottoressa Iuliano.

Le linee guida dietetiche dovrebbero essere basate sugli alimenti, non sui nutrienti

Le abitudini alimentari stanno cambiando rapidamente: si nota per esempio l’aumento dell’assunzione di nuovi prodotti vegetali, motivati da considerazioni ambientali. Tuttavia tali cambiamenti hanno bisogno di essere studiati per valutare il loro effetto su ossa e sviluppo muscolare, soprattutto durante la crescita, per escludere che possano portare a un aumento del rischio di fratture ossee, diabete e obesità. Considerando l’importanza della matrice lattiero-casearia per la salute muscolo-scheletrica, il gruppo di esperti ha suggerito che gli alimenti nel loro insieme, non solo i singoli nutrienti che li compongono, siano valutati nei futuri studi osservazionali e di intervento sugli esiti sanitari, in un approccio olistico.  “Inoltre, si sostiene l’importanza di tenere conto dell’effetto matrice quando si forniranno future linee guida dietetiche basate sugli alimenti” ha concluso il Prof Arne Astrup (Università of Copenhagen).

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