Maria Luisa Brandi nuovo Coordinatore Scientifico dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze

La nomina potenzierà le sinergie già esistenti tra Fondazione, Stabilimento e Università, aprendo prospettive più ampie di future collaborazioni.

La Professoressa Maria Luisa Brandi, Presidente di FIRMO (Fondazione Italiana Ricerca sulle Malattie dell’Osso) e Ordinario di Endocrinologia dell’Università di Firenze, dal primo di agosto 2019 ricopre il ruolo di Coordinatore Scientifico delle attività dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze. Una nomina prestigiosa, che corona un percorso iniziato nel 2016, quando all’interno dello Stabilimento fu inaugurato il Laboratorio FirmoLab, un esempio, unico in Italia, di Laboratorio congiunto gestito da Fondazione FIRMO, Università di Firenze e Agenzia Industrie Difesa.

Il “feeling” tra la Fondazione FIRMO, l’Università e lo Stabilimento trova infatti una base comune nell’attività intorno alle malattie rare, così chiamate perché coinvolgono un numero relativamente piccolo di persone. Si definisce infatti “rara” una malattia che colpisce meno di 5 persone su 10.000: sono numeri relativamente piccoli per ciascuna malattia, ma poiché al momento se ne conoscono quasi 7000, la cifra complessiva di persone che ne sono affette è molto alta. Occorre inoltre tenere conto del fatto che si tratta di malattie spesso molto gravi e pesantemente invalidanti.

All’interno degli spazi dello Stabilimento messi a disposizione dal Ministero della Difesa, nel Laboratorio FirmoLab, FIRMO insieme all’Università di Firenze, conduce ricerche intorno alle malattie rare dovute a difetti della mineralizzazione ossea, e ciò si coniuga perfettamente con l’attività di ricerca e formazione svolta in prima persona dallo Stabilimento: una delle sue mansioni è infatti quella di produrre i cosiddetti “medicinali orfani”, ossia quei medicinali che, curando alcune malattie rare, hanno un’indubbia utilità clinico-terapeutica, ma non sono sviluppati, prodotti e resi disponibili dalle aziende farmaceutiche private a causa del loro limitato interesse commerciale.

La missione dello Stabilimento Questo ruolo sociale dello Stabilimento ha affiancato da subito la sua prima vocazione, quella di soddisfare le esigenze sanitarie delle Forze Armate. Nato infatti a Torino, in piena epoca risorgimentale, tra le prime missioni dello Stabilimento ci fu quella di produrre il chinino dello Stato, farmaco di fondamentale importanza in anni in cui l’Italia era infestata dalla malaria. Dopo la Prima Guerra Mondiale lo Stabilimento si spostò a Firenze, nell’attuale sede di Via Reginaldo Giuliani, per occupare una posizione più strategica al centro della Penisola e favorire la distribuzione dei materiali in un Paese afflitto da enormi problemi sanitari. Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale lo Stabilimento ha supportato la popolazione anche durante alcune gravi calamità naturali: come l’alluvione di Firenze del 1966, i terremoti del Friuli (1976), dell’Irpinia (1980) e l’emergenza causata dalla nube radioattiva di Chernobyl nel 1986, quando lo Stabilimento fu in grado di produrre in meno di 24 ore ben 500.000 compresse di ioduro di potassio, per combattere i danni alla tiroide provocati dallo iodio. Più recentemente, dal settembre 2014, ha preso avvio nello Stabilimento un progetto pilota per la produzione nazionale di sostanze e preparazioni di origine vegetale a base di cannabis.

La nomina della Professoressa Maria Luisa Brandi a Coordinatore dello Stabilimento Farmaceutico Militare potenzierà dunque le sinergie già esistenti tra Fondazione, Stabilimento e Università, aprendo prospettive più ampie di future collaborazioni.

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