Professoressa, perché parliamo di metabolismi e non di metabolismo?

Perché il nostro metabolismo è in realtà composto da cinque metabolismi diversi: quello delle proteine, quello dei grassi, quello degli zuccheri, quelli dei minerali e quello dell’acqua. I metabolismi sono controllati e orchestrati dagli ormoni, che li fanno agire in armonia.

Essere “alfabetizzati” sul proprio metabolismo, significa riuscire, con piccoli accorgimenti, a migliorare la nostra salute. È importante parlarne nella Giornata della Salute della Donna.

Come parlare dei cinque metabolismi in chiave femminile?

Cominciamo dal metabolismo delle proteine: il loro equilibrio è importante, per esempio, per non avere l’osteoporosi. Per quanto riguarda il metabolismo degli zuccheri, quando è alterato, per esempio, non c’è una produzione sufficiente di insulina, abbiamo la resistenza insulinica. C’è poi il metabolismo dei grassi, che possono essere assorbiti dall’esterno, o formati dall’interno: per esempio dopo la menopausa tendiamo a formare più colesterolo. Poi c’è il metabolismo dei minerali, calcio, fosfato e magnesio sono minerali importanti, che dobbiamo introdurre tutti i giorni: la carenza di calcio porta, di nuovo, ad osteoporosi. Infine, il metabolismo dell’acqua, la materia principale di cui siamo fatti: se non ne assumiamo a sufficienza corriamo gravi rischi per la salute.

Forme di dismetabolismo possono essere l’obesità e l’osteoporosi, soprattutto nelle donne dopo la menopausa, cosa possiamo dire in proposito?

L’obesità è spesso di natura secondaria, dovuta a un dismetabolismo ossia un difetto dell’utilizzazione. L’osteoporosi va a braccetto con l’obesità: i pazienti con obesità tendono ad avere anche osteoporosi, anche perché tendono ad avere una vitamina D più bassa e patologie cardiovascolari, che sono spesso associate ad osteoporosi.

Ci sono progressi nella cura dell’osteoporosi?

Oggi abbiamo tanti farmaci, che tendiamo ad utilizzare anche in maniera più intelligente. Nell’autunno aspettiamo un farmaco che sarà un vero e proprio bone builder, un anabolico molto potente. Comunque, per l’osteoporosi la cosa sicuramente più importante è la prevenzione: camminare, fare attività fisica, esporsi alla luce solare, introdurre le quantità raccomandate di calcio.

A proposito di fratture dovute a fragilità ossea, cosa ci può dire dell’Osservatorio Fratture da Fragilità, che lei presiede?

L’Osservatorio Fratture da Fragilità è una nuova realtà e nasce come coalizione: finalmente siamo riusciti a mettere insieme decisori, istituzioni, mondo scientifico e soprattutto le società dei pazienti. Presenteremo a breve, in un evento istituzionale, un nostro target: la risposta con la telemedicina ai pazienti con fratture e Covid, o ai pazienti che si fratturano per tumore. Più in generale il nostro compito è quello di facilitare la continuità assistenziale del paziente fratturato. Anche se l’Osservatorio è stato istituito solo alla fine dell’anno scorso, come organismo ne sentirete parlare spesso.

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