Artrite Reumatoide, le ossa vanno protette

Un precoce riconoscimento diagnostico della malattia e l'adozione di specifiche strategie possono prevenire la perdita di massa ossea

Le persone affette da Artrite Reumatoide (RA), la malattia infiammatoria cronica che colpisce soprattutto le articolazioni (solitamente le piccole articolazioni degli arti), dovrebbero agire preventivamente per proteggere la salute delle proprie ossa. Purtroppo la RA accelera il processo di perdita di massa ossea ed è perciò un fattore di rischio riconosciuto per l’osteoporosi. Un precoce riconoscimento diagnostico della malattia consente di instaurare un intervento terapeutico tempestivo, rallentandone l’evoluzione. Nello specifico, si raccomanda:

Diagnosi precoce L’artrite reumatoide viene diagnosticata prima di tutto tramite esami ematici che identificano i marcatori dell’infiammazione. Alcune opzioni per il trattamento della RA si sono dimostrate più efficaci per il raggiungimento rapido di un basso livello di infiammazione e per fermare la perdita progressiva di massa ossea. Anche agenti biologici preservano la salute delle ossa in pazienti con RA bloccando le citochine che aumentano il riassorbimento osseo. Parlare con il proprio medico può essere utile a comprendere quali trattamenti siano più adatti per ridurre il danno alle ossa.

Misurazione densità ossea. Ai primi sintomi della malattia bisogna recarsi prontamente dal proprio medico curante e chiedere una valutazione dello stato di salute delle proprie ossa che comprenda una tomografia DXA (Dual energy X-ray Absorptiometry) per misurare la densità minerale ossea. Ricordiamo che oltre alla RA potrebbero esserci anche altri fattori di rischio, come fratture precedenti o una storia familiare di osteoporosi, che potrebbero a loro volta aumentare il rischio di frattura.

Assumere calcio. Le donne di età compresa tra i 19 e i 50 anni dovrebbero assumere 1000 milligrammi (mg) di calcio al giorno, le donne di età superiore ai 50 anni dovrebbero aumentare l’introito fino a circa 1200-1500 mg. Di regola, per raggiungere tali obiettivi nutrizionali sarebbe sufficiente adeguare la propria alimentazione con l’introduzione di cibi ricchi di calcio ma, qualora ciò non bastasse, è opportuno rivolgersi al proprio medico per chiedere se sia necessaria una supplementazione.

Assumere vitamina D. La International Osteoporosis Foundation raccomanda a chi ha più di 60 anni di età di assumere supplementi di vitamina D in quantità di 800-1000 UI/al giorno. È stato dimostrato che la supplementazione di vitamina D a questi livelli riduce il rischio di cadute e di fratture. Anche in questo caso è necessario rivolgersi al proprio medico curante per una eventuale supplementazione.

Attenzione al peso corporeo. Conservare un peso corporeo nella norma è importante. Sia l’obesità sia, in particolare, il sottopeso hanno un impatto negativo sull’osso e sul rischio di cadute e di fratture.

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