Allattamento e perdita di calcio

Nel corso dell’allattamento avviene un indebolimento naturale delle ossa, ma in genere la perdita viene recuperata dopo la fase di svezzamento

Esattamente come per la gravidanza, anche il periodo di allattamento determina un grande stress fisico per le donne a causa dell’enorme perdita di calcio (stimata in circa 210 milligrammi al giorno) che va poi a costituire il latte del seno. Non è tutto, perché le donne che allattano in genere vivono un prolungato periodo denominato “amenorrea post-partum” (l’assenza di ciclo mestruale). Sia l’amenorrea che la diminuzione di calcio nel sangue potrebbero comportare ovvi danni alle ossa, qualora non intervenissero dei meccanismi fisiologici del corpo che inducono da una parte a una maggiore conservazione del calcio e dall’altra a una maggiore capacità di assorbimento di questo da parte delle ossa.

Molte ricerche si sono soffermate sullo studiare proprio tali meccanismi: è molto probabile infatti che il corpo della donna che allatta attivi una maggiore capacità di riassorbimento del calcio a livello dei reni (verificabile da una minore quantità di calcio nelle urine). Detto anche in altro modo: il fatto che le donne urinino meno durante l’allattamento può costituire una modalità tramite la quale trattengono più calcio. Inoltre alcuni studi hanno dimostrato come la conservazione di calcio a livello renale continui anche per qualche mese dopo l’allattamento.

Ovviamente anche la produzione di estrogeni può giocare un ruolo determinante: nelle donne in cui il ciclo mestruale è ripreso mentre ancora stavano allattando, si è registrato un contestuale aumento di assorbimento di calcio.

Molti studi hanno dimostrato come le donne che allattano perdano circa tra il 4 e il 6% del contenuto minerale della densità delle proprie ossea nel periodo compreso tra i primi tre e i primi sei mesi di allattamento. Si tratta di una perdita fisiologica e quindi non propriamente determinata dalla dieta assunta.

Di conseguenza, è corretto affermare che nel corso dell’allattamento vi sia un indebolimento naturale delle ossa, ma la gran parte di tale perdita viene comunque in genere recuperata dopo la fase di svezzamento. Le donne che allattano in fase di amenorrea hanno ovviamente un calo maggiore (e più difficile da recuperare) di quelle in cui il ciclo mestruale riprende abbastanza regolarmente (circa sei mesi dopo il parto).

In conclusione, non è escluso che esistano meccanismi di ripristino del livello osseo dopo che è cessata la grande richiesta di calcio durante l’allattamento. Storicamente i nutrizionisti hanno sempre consigliato di consumare calcio supplementare in tale periodo e ad oggi la razione giornaliera di calcio raccomandata per le donne che allattano è di circa 1200 milligrammi al giorno (mentre, per capirci, per quelle che non allattano è di circa 800).

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