Osteoporosi maschile, una patologia da non sottovalutare

Nonostante la fragilità ossea coinvolga maggiormente il genere femminile, con l'età anche l'uomo è a rischio di fratture da fragilità

In passato l’osteoporosi era ritenuta come una patologia esclusivamente femminile. Negli ultimi decenni, invece, è stato acclarato come la rarefazione ossea possa costituire una patologia quasi inevitabile dell’invecchiamento anche per gli uomini.

È vero, le fratture dovute a fragilità ossea sono in genere meno comuni negli uomini rispetto alle donne, ma è altrettanto vero che nei soggetti maschili le stesse fratture risultano essere anche associate a una maggiore morbilità (ovvero possibilità di ammalarsi) e mortalità.

Un uomo su cinque oltre i 50 anni andrà incontro ad una frattura legata all’osteoporosi negli anni residui di vita e, secondo uno studio australiano di qualche anno fa, almeno un uomo su tre oltre i 60 anni sarà quasi certamente colpito da questa patologia. Per comprendere meglio l’entità del problema, basti pensare che per il genere maschile il rischio di subire una frattura da fragilità risulta perfino maggiore di quello di contrarre un cancro alla prostata.

Oltre alla carenza di testosterone, la rarefazione ossea è un problema che spesso colpisce i fumatori o chi consuma quantità eccessive di alcol. Ci sono poi molte patologie che prevedono l’uso di cortisonici, come per esempio l’asma o l’artrite reumatoide, che come effetto collaterale possono facilitare l’insorgenza dell’osteoporosi.

Comporre ulteriori statistiche generiche – va specificato – è alquanto difficoltoso, perché l’incidenza delle fratture per gli uomini e per le donne varia notevolmente da Paese a Paese, ma è indubbio il fatto che l’incidenza della patologia vada crescendo di pari passo con il progressivo invecchiamento della popolazione, sia per gli uomini che per le donne. Inoltre, oltre alla sofferenza umana che l’osteoporosi chiaramente comporta, questa patologia ha un notevole impatto sui  costi sanitari  dello Stato.

Per migliorare la situazione generale è auspicabile aumentare la consapevolezza, sia nel paziente che negli operatori sanitari, che l’osteoporosi rappresenta una minaccia per il genere maschile e che è necessario adottare delle misure appropriate per la prevenzione e la cura delle fratture da fragilità anche per gli uomini.

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